L’evoluzione dell’infrastruttura che ospita i software è uno dei temi centrali negli uffici IT delle aziende. Tra le scelte spesso sul tavolo c’è quella tra adottare soluzioni on-premises oppure in cloud.
Qual è la differenza tra questi due modelli? Quali vantaggi e svantaggi presentano?
E, soprattutto, come scegliere la soluzione più adatta in un contesto tecnologico in continua evoluzione?
In questo articolo analizzeremo il significato di on-premises, le differenze tra cloud e on-premises, e i fattori chiave che influenzano questa scelta, tra cui costi, sicurezza, operatività, manutenzione e molto altro. Approfondiremo inoltre il cloud ibrido, che combinando elementi di entrambe le soluzioni può offrire maggiore flessibilità alle imprese.
Il termine "on-premises" (oppure "on-prem”, nella versione più breve) si riferisce a un'infrastruttura IT in cui le risorse hardware e software sono installate e gestite localmente presso l'azienda. I server, i database e le applicazioni sono ospitati nei data center interni, e l'organizzazione si occupa direttamente della loro manutenzione, sicurezza e aggiornamento.
Questo approccio è stato l’unico possibile per molti decenni, fino all’avvento del cloud computing che negli ultimi anni ha cambiato le regole del gioco. Tuttavia, molte realtà continuano a preferire l’on-premises per diversi motivi che vedremo tra proco.
Prima di proseguire, concentriamoci sulla definizione di cloud computing, che si basa invece sull’utilizzo di risorse informatiche fornite da terzi e accessibili via Internet.
In linea generale, i servizi cloud possono essere di vari tipi:
Fatte le dovute premesse, vediamo più nello specifico le differenze tra cloud e on-premises.
Premesso che sia l’on-premise sia il cloud possono fornire all'azienda l’infrastruttura IT di cui ha bisogno, la scelta può essere fatta seguendo alcuni principi generali. Naturalmente interverranno molti altri fattori, che paradossalmente potrebbero non riguarda gli aspetti tecnologici ma piuttosto di sensibilità interna al tema.
Quello che conta, ad ogni modo, è fare scelte consapevoli. Ecco alcuni suggerimenti.
Come si può notare, la scelta tra on-premises e cloud non è così immediata. Occorre ragionare in termini di strategia aziendale e seguire un processo decisionale strutturato.
Il cloud ibrido combina infrastrutture on-premises con servizi cloud pubblici e privati. Questo modello permette da un lato di mantenere il controllo sui dati più sensibili conservati nei propri data center, dall'altro di utilizzare il cloud per applicazioni scalabili che permettono di ridurre i costi operativi.
Il cloud ibrido può essere quindi una soluzione alternativa per bilanciare controllo, sicurezza e scalabilità della propria infrastruttura. Resta però da valutare l’integrazione tra i diversi ambienti, punto cruciale per rendere davvero efficiente questa scelta.
In sintesi, quando bisogna considerare il cloud Ibrido una valida alternativa?
Scegliere on-premises oppure cloud di per sé non è né giusto né sbagliato. Entrambe le configurazioni hanno vantaggi e svantaggi tipici che possono essere bilanciati dal cloud ibrido. In ogni caso, anche la soluzione ibrida può rivelarsi subottimale in determinate condizioni e per determinati scopi.
Per offrire la massima flessibilità nella scelta, da molti anni abbiamo reso disponibile la nostra Suite ERP sia in modalità on-prem, sia in modalità cloud erogata da Data Center con alta affidabilità.
Ai nostri clienti consigliamo sempre di inserire la scelta in un processo più ampio di valutazione degli obiettivi di digitalizzazione dell’azienda. È fondamentale essere consapevoli che, indipendentemente dalle opzioni disponibili, è necessario individuare quella che meglio soddisfa le esigenze specifiche, attuali e future, della propria azienda.